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Tipicità piemontesi | Come cucinare il bollito senza cadere in errore

Considerato una delle più importanti tipicità piemontesi, il bollito necessita particolari attenzioni durante la preparazione, a partire dalla scelta dei tagli di carne.

Annoverato tra una delle tipicità piemontesi più importanti, è un piatto nutriente. Stiamo parlando del bollito che, se ben realizzato, è in grado di dare pregio alla vostra offerta culinaria, specialmente se accompagnato a verdure o salse per carne originali e gustose.

I principi del Bollito secondo la tradizione delle tipicità piemontesi

La tradizione culinaria piemontese implica obbligatoriamente l’utilizzo di 7 tagli di carne per la preparazione del bollito.
I tagli più utilizzati sono la scaramella, la coda, il muscolo, la lingua e la testina del manzo. A questi si aggiungono a scelta altri tagli bovini, tra cui la spalla, il brut e bon, il tenerone, il fiocco e il cappello del prete. Talvolta può essere utilizzata anche la carne di gallina.
Nel resto d’Italia la scelta dei tagli è meno rigorosa, ma il procedimento di preparazione è sempre lo stesso.
La carne, cotta nel brodo viene poi accompagnata da salse e verdure e servita sia calda, che fredda.

Le insidie del bollito

Sembra semplice, ma a volte durante la cottura, qualcosa va storto e la carne non risulta morbida, oppure poco sapida. Abbiamo chiesto agli esperti di tipicità piemontesi quali sono le problematiche più frequenti di una scarsa riuscita di questo piatto. Ne abbiamo individuate essenzialmente tre, che andiamo a spiegare di seguito.

La scelta dei tagli di carne non è corretta

Può capitare, nella scelta dei tagli di carne da utilizzare, di considerare tagli sbagliati. I tagli devono avere la giusta quantità di grasso, per far sì che in cottura questo si sciolga e vada ad intenerire le fibre magre. Attenzione quindi, a volte si scelgono tagli troppo nobili per essere lessati.

Alla carne non viene consentito il giusto risposo

Una volta cotta la carne, è necessario garantire del risposo affinché le fibre si rilassino. Una buona regola è quella di preparare il bollito in anticipo e non consumarlo prima di qualche ora.

Viene privilegiato il brodo e non la carne

La regola è essenziale, ma spesso travisata. Per portare a tavola un bollito degno delle tipicità piemontesi è necessario inserire la carne nel brodo già in ebollizione e tirarla fuori non appena sarà cotta. In questo modo si evita di stressare le fibre e garantire un gusto ottimo.