Home / Normative  / Le leggi  / Arriva l’obbligo di tracciabilità di filiera anche per i derivati del pomodoro

Arriva l’obbligo di tracciabilità di filiera anche per i derivati del pomodoro

È di recente approvazione l’estensione dell’obbligo di tracciabilità anche ai prodotti derivati dalla lavorazione del pomodoro, così come è stato applicato a suo tempo a quelli del comparto lattiero-caseario. Obbligo di tracciabilità di filiera del pomodoro:

pomodoro

È di recente approvazione l’estensione dell’obbligo di tracciabilità anche ai prodotti derivati dalla lavorazione del pomodoro, così come è stato applicato a suo tempo a quelli del comparto lattiero-caseario.

Obbligo di tracciabilità di filiera del pomodoro: in cosa consiste

pomodoroAd annunciarlo alla stampa è il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, che ha reso legge il Regolamento Europeo 1169 datato 2011. Il provvedimento obbliga le case produttrici a riportare sull’etichetta l’intera filiera di lavorazione del prodotto, indicando l’origine delle materie prime e il luogo della lavorazione.

Una buona notizia per il nostro Paese, che stando ai dati UE del 2015 è il maggior produttore di pomodoro da trasformazione dell’Unione, con 6,5 milioni di tonnellate prodotte.

Il decreto viene quindi applicato non solo a passate di pomodoro e ai pelati, ma anche a salse, sughi già pronti e prodotti che abbiano al loro interno almeno il 50%  di derivati del pomodoro.

In questo modo potrai scegliere i prodotti migliori per il tuo ristorante sulla base di criteri di filiera corta e pienamente trasparente, donando un valore aggiunto ai tuoi piatti di ogni giorno grazie all’impiego di materie prime nostrane, lavorate da manodopera esperta e nel pieno rispetto delle normative igienico-sanitarie.

Obbligo di tracciabilità di filiera: Cosa verrà riportato in etichetta?

Il consumatore finale potrà quindi essere informato in maniera chiara e trasparente circa l’origine del prodotto che sta acquistando grazie alla semplice lettura dell’etichetta del prodotto, sulla quale  dovranno essere riportati in modo indelebile:

  • la nazione in cui il pomodoro con cui è stato realizzato il derivato è stato coltivato;
  • il paese in cui il pomodoro è stato trasformato definitivamente, con l’obbligo di riportare le diciture UE, non UE o entrambe, nel caso in cui la filiera produttiva interessi più paesi.

Nel caso poi il derivato fosse prodotto e realizzato interamente nel nostro paese, sul prodotto verrà esplicitamente manifestata in etichetta la sua origine italiana.