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“MIRATE SEMPRE PIU’ IN ALTO, LA SCALA DEL SUCCESSO E’ INFINITA” – INTERVISTA ALL’EXECUTIVE CHEF SIMONE PASQUARIELLO

Intervista all'Executive Chef Simone Pasquariello. Lo Chef, Stella della Ristorazione e Toque Blanche d'Honneur ci svela i segreti per una carriera di successo nell'alta ristorazione.

Iniziamo oggi la pubblicazione di un ciclo di interviste rivolte ai Professionisti della Ristorazione Italiana, premiati da APCI (Associazione Professionale Cuochi Italiani) attraverso i prestigiosi riconoscimenti, finalizzati al riconoscimento e alla gratificazione della quotidiana attività dei nostri Cuochi che contribuiscono, con il loro impegno, la loro passione e il loro talento, ad onorare e tenere altro il nome della Cucina Italiana.
Il protagonista della nostra prima intervista è l’Executive Chef Simone Pasquariello, Stella della Ristorazione 2019 e Toque Blanche d’Honneur 2019 e docente presso la Scuola di cucina Professionale Accademia Italiana Chef. Lo abbiamo raggiunto per conoscere e approfondire alcuni aspetti del mestiere dal punto di vista del professionista.

Vi lasciamo alle parole di questo giovane Chef, certi di trasferirvi elementi importanti, spunti e segreti per una carriera di successo.

– Sappiamo che ha seguito un iter formativo e professionale che lo ha portato a ricoprire diverse figure; da quella di aiuto cuoco a quella di Executive Chef in vari ristoranti di prestigio. Quali sono stati gli elementi maggiormente formativi nella sua esperienza?
– Gli elementi formativi nella mia esperienza professionale sono stati molti, il primo sicuramente è stata la formazione all’interno dell’istituto alberghiero I.P.S.S.A.R. B. Buontalenti di Firenze. Da lì è iniziato tutto. Ho capito e appreso le basi della cucina e le dinamiche della ristorazione, attraverso lo studio e l’inizio dello stage di formazione nelle strutture ristorative. Altro elemento importante ottenuto dai 5 anni scolastici è stato il confronto con i miei coetanei e compagni di scuola. Era sempre una bella, ma agguerrita competizione a chi provava a fare il piatto migliore. Terminati gli studi, l’elemento fondamentale è stata l’AMBIZIONE. Bisogna mirare a qualcosa sempre più in alto, la scala per il successo è infinita.

– Lavorando in brigata ha avuto l’opportunità di confrontarsi con tanti colleghi. Qual è la forma mentis di una carriera di successo nella ristorazione?
– La forma mentis di una carriera di successo è, a mio parere, l’umiltà. Accetta di essere comandato oggi, per poi un giorno, comandare tu. Quando raggiungi un traguardo prestabilito, goditelo al 100% quando arriva, e il giorno dopo mira sempre a qualcosa di più grande.

– Quali sono quindi le abilità e le competenze essenziali per definirsi un “professionista” secondo l’Executive Chef Simone Pasquariello?
– Per definirsi un “professionista” è necessario che un cuoco abbia le conoscenze teoriche e pratiche e sappia metterle in campo mixandole e ottenendo, attraverso questa sinergia, validi risultati. Deve inoltre avere la competenza tale da far fronte alle variabili che nel mestiere di cuoco sono sempre in agguato. Tra queste “variabili” potrei citare quelle relative ai tempi di preparazione delle pietanze, le variabili di spazio, di risorse umane disponibili in brigata, le variabili degli ingredienti a disposizione o dei macchinari. Inoltre un professionista deve essere il più aperto possibile ad ogni cosa, persona, spazi, tecniche, pensieri ed idee. Deve ricordarsi che il mondo cambia tutti i giorni e lui deve fare altrettanto.

– La cucina italiana tra tradizione e modernità. Quali sono gli elementi da conservare e quelli da abbandonare?
Gli elementi da conservare dai piatti delle nostre tradizioni a mio parere sono tutti!!!
Sicuramente è necessaria una fusione con i tempi odierni, con le nuove tecniche di cottura, attrezzature, gli interessi e le esigenze dei nostri clienti che sono sempre più grandi. La cosa che più mi diverte è prendere un piatto tradizionale e scomporlo in tutti i suoi ingredienti derivandone sapore, rispetto per la materia prima, e un grande arcobaleno di colori all’interno di un unico piatto, facendo entusiasmare e sorprendere il nostro tesoro … i clienti.

– Cosa suggerisce l’Executive Chef Simone Pasquariello a chi volesse formarsi professionalmente in questo settore?
– Per formarsi professionalmente, ad un giovane sicuramente consiglio una scuola alberghiera che è un ottimo punto di partenza. Per chi non è più giovane, consiglio di frequentare una Scuola di cucina professionale, come ad esempio l’Accademia Italiana Chef, che offra un percorso formativo completo, snello, che offra tante ore di pratica, in modo da dare all’allievo tutte le competenze e le abilità per entrare velocemente nel mondo del lavoro. Dopo di che, questo vale per tutti, consiglio continui aggiornamenti e confronti con i colleghi, non solo pratici ma anche teorici in modo da capire che la strada dello Chef è una strada entusiasmante, ma senza fine.

– Qual è uno degli aspetti che più ama del suo lavoro?
Amo a 360 gradi il mio lavoro, nonostante i sacrifici e l’impegno che richiede. Detto questo, voglio aggiungere che  avere avuto la possibilità di insegnare a moltissime persone, grazie all’Accademia Italiana Chef, mi ha dato la possibilità di scoprire che insegnare è il regalo più bello che si possa donare.

Ringraziamo lo Chef Simone Pasquariello per la disponibilità e la cortesia con le quali ha accettato di rispondere alle nostre domande, nonostante i mille impegni che il suo lavoro richiede. Gli auguriamo di continuare con la stessa determinazione e la stessa passione la sua scalata professionale.