Le offerte di lavoro nella ristorazione non mancano in Italia, per non parlare della richiesta proveniente dall’estero di personale qualificato italiano. 

work-with-usAvete letto bene, il mercato del lavoro richiede Cuochi, Pizzaioli e Pasticceri Professionisti che però inspiegabilmente non riesce a soddisfare. Seppur l’Italia sia la patria del Buon Cibo, rischia di diventare la terra della grande cucina senza cuochi, o del paese dei dolci in cui mancano pasticceri o persino il paese che inventò la pizza senza dei pizzaioli italiani d.o.c. con il rischio di far sparire lentamente un’arte esclusiva (passatemi il termine) che tutto il mondo c’invidia.

 

Avevamo già lanciato l’allarme in articoli degli scorsi anni come “PIZZAIOLI, CUOCHI E PASTICCERI: UN VUOTO OCCUPAZIONALE CHE NON SI RIESCE A COLMARE“, “CERCASI GELATAI E PASTICCERI IN ITALIA: NE MANCHEREBBERO ALMENO 600“, ma quest’anno vogliamo “urlarlo” con più forza, perchè i dati del 2016 sono ancora più evidenti di quelli degli scorsi anni, il che disegna una tendenza, e crediamo che sia necessario svegliare gli italiani dal lungo sonno dello ‘status di crisi perenne‘.

Ma perchè il paradosso di tutte queste offerte di lavoro cuoco, pizzaiolo e pasticcere, non soddisfatte nel 2016?

Nonostante la  presenza di una forte disoccupazione giovanile in Italia – che ha raggiunto nel Marzo nel 2016 il 36,7%, – ci sono paradossalmente ancora professioni nel nostro Paese di difficile reperimento e lavori che nessuno vuole o è in grado di fare. Si sta parlando di lavori come il pizzaiolo, pasticcere, assieme a cuoco, personale di sala e barman, che risultano tra le figure più ricercate dal mercato del lavoro. In Italia il lavoro nella ristorazione non manca, siamo una terra dove si sfornano numeri da capogiro di pizze per un totale di circa 1,6 miliardi di pizze all’anno e che ha oltre 48mila aziende di arte bianca. Il settore della ristorazione infatti tiene, ma ci sono giovani che considerano degradanti alcuni tipi di impieghi.

112e048b2b7ed9da66ae942206279059

Un mare di richieste che vanno deserte.

Pur senza considerare le “vacancy” dall’estero per artisti del gusto Made in Italy, la vastità di questo fenomeno interessa tutte le regioni d’Italia.  Difficoltà a reperire pizzaioli, cuochi e pasticceri qualificati viene riportato da associazioni di categoria, federazioni, enti pubblici e privati, ed è un appello condiviso da diversi Magazine e Testate GiornalisticheLa Gazzetta del Mezzogiorno, Il Sole 24 Ore, News foodLa Prima Pagina, Il Secolo XIX, Totalità, ecc.).
Le stesse Agenzie Interinali da noi contattate ci hanno presentato il medesimo scenario caratterizzato dalla seria difficoltà nel riempire le posizioni vacanti dei settori legati al turismo e in particolare alla ristorazione. DECISAMENTE INCREDIBILE LA QUANTITA’ DI RICHIESTE sui vari portali di Job Opportunity  provenienti da Ristoranti, Pizzerie, Bar, Fast-Foood, Catering, Pasticcerie e altre attività ristorative. Abbiamo anche recentemente avuto l’opportunità di dialogare direttamente con alcuni dei Tour Operator più importanti della penisola, come Alpitour, Villaggi Bravo, Franco Rosso, Eden Viaggi, Hotel Plan, Turisanda e Settemari, nomi solidi che garantiscono un’occasione di impiego appetibile ma che si trovano in serie difficoltà nel reperire professionisti per i loro Villaggi sparsi per il mondo.

E c’è anche chi sconsiglia vivamente di lavorare…

Navigando nel web ci si imbatte con estrema facilità su articoli di vari food blogs che cercano di destimolare le persone ad intraprendere una carriera nel settore. Alcuni addirittura elencano “10 o più motivi per il quale non scegliere la professione di cuoco“, o di pasticcere piuttosto che di pizzaiolo. Pur comprendendo che siano lavori che comportano particolari condizioni, ci si dimentica spesso che il lavoro non è solo sudore e sforzo (come nella definizione di Fisica) ma è anche soddisfazione! I nostri giovani percepiscono questi mestieri come professioni a basso valore aggiunto, ma non è esattamente il contrario: gioia nella creazione e un buon livello economico sono solo due dei tantissimi buoni motivi per fare una di queste professioni.  Si tratta di mestieri profondamente legati all’AMORE PER IL CIBO, al lavorare in gruppo, all’avventura e alla scoperta, colmi di continua ricerca e soddisfazione. Inoltre si tratta di professioni con argomenti sterminati in cui non si finisce mai di imparare, di mestieri sempre ricchi di stimoli, per cui ci sarà sempre una tecnica nuova o antica da sperimentare o qualche prodotto nuovo da conoscere, combinare o persino reinventare. Ultimo ma non ultimo il fatto che la richiesta sia in un trend di crescita costante: fino al 2018 il maggior numero di neoassunti lavorerà nel settore della ristorazione e la figura più ricercata sarà quella del cuoco (U. S. Bureau of Labor Statistics).

Sicuramente sono lavori faticosi e che richiedono sacrifici, ma quale lavoro non lo è? Chi preferisce un lavoro noioso e mal pagato sicuramente non è fatto per questo genere di professione.

Darsi da fare è il segreto: alcuni suggerimenti allettanti.

Ristorazione Crocieristica
costa-crociereIl mondo del turismo crocieristico è in forte ascesa, per cui risulta un’interessante occasione occupazionale da cui trarne i migliori aspetti positivi e vantaggi per la carriera. L’esperienza su navi da crociera permette di avere il confronto con prodotti e cucine diverse volte a soddisfare i più diversi gusti e di imparare a lavorare per soddisfare grandi quantità di pasti mantenendo alto il livello qualitativo.  Questo tipo di occupazione permette agli operatori della ristorazione di bordo di avere un’esperienza unica, in termini professionali, ma anche capace di far accrescere di spessore il proprio curriculum vitae. Tutto questo, ricordiamolo, va unito ad un forte senso della disciplina e di capacità di gestire numerosi rapporti umani. In cambio si guadagnano livelli retributivi molto interessanti, oltre a vitto e alloggio gratuiti.

Lavorare all’Estero
1280_1024_20100331124736175242
La ristorazione internazionale vede di buon occhio i cuochi, pizzaioli e pasticceri italiani e in tal senso molto spesso orientano le proprie ricerche verso il Made in Italy! Ebbene sì, l’italiano nasce per sua fortuna con un “marchio di garanzia”, che se sfruttato al meglio può aprire molte più porte. Veniamo visti come gli ambasciatori del nostro gusto del mondo. Questo è il primo vantaggio da sottolineare, poi sarà il “saper fare” che farà la differenza, quindi non potrà mancare!
«Abbiamo una forte richiesta di professionisti – commenta Federico Anzellotti, presidente Conpait (Confederazione Pasticceri Italiani) – sia in Italia, sia all’estero dove i guadagni sono indubbiamente più alti» (come riporta un’articolo del Il Sole 24 ore). Questo è un altro plus degno di essere menzionato. All’estero si guadagna decisamente meglio, se in Italia, si parte da stipendi di 1.200 – 1.400 euro, all’estero si parla del doppio, tra i 2.500 e i 2.700 euro.

Ti piacerebbe fare questo lavoro, oppure vorresti cambiare il tuo attuale lavoro che non ti soddisfa più? 

Se hai passione per la cucina e ti piacerebbe svolgere uno di questi mestieri con un trend in continua ascesa, ti informiamo che le leve sulle quali devi investire sono sicuramente:

a) una formazione professionale adeguata, in Italia ci sono molte le Scuole di Cucina Professionale qualificate dove potersi formare velocemente ed arrivare in pochi mesi a fare la nuova professione, per di più i costi sono decisamente abbordabili (poco di più di un mese di stipendio come professionista);

b) imparare una lingua straniera, inglese o spagnolo tra le più gettonate, soprattutto se la tua aspirazione è lavorare all’estero.

Si può fare tutto questo, credici tu per primo, segui la tua passione, formati, impara una lingua e poi prepara il tuo miglior Resume o Curriculum Vitae. Ricordati che un lavoro creativo e stimolante è una “paga” che si somma allo stipendio!

Good Luck!